Lifestyle

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19 January 2017

Body Positive Movement. E se non fosse così positivo?

boobs

Viviamo in tempi nei quali le opinioni personali non sono incentivate, c’è un continuo bisogno di movimenti, di gruppi sui social network, di hashtag, di bandwagon sui quali salire e dei quali sentirsi parte. Ma qui sto per enunciare una mia personalissima (sottolineo) opinione. Dopo quello del #nomakeup un altro di questi movimenti, per quante buone intenzioni si porti dietro e con le quali mi trovo anche d’accordo, non riesce a entusiasmarmi: il “Body Positive Movement“. Tutti i corpi nella loro diversità sono belli. Ognuno ha diritto di sentirsi bello e a proprio agio nel suo (eventualmente diverso) corpo.

Certo, come non essere d’accordo con questo? Lo sono anch’io infatti. Io per prima sono vittima dell’aver passato troppo tempo negli ultimi anni circondata dal luminosissimo faro dell’ambiente moda dove esiste un solo tipo di corpo: magrissimo, spigoloso, alto, abbigliato in 5.000 Euro di vestiti firmati dell’ultima season. Ecco, questo ambiente esempio lampante di progressismo e di amore per il prossimo, assolutamente privo di invidia e di colpi bassi mi ha provocato non poche crisi di autostima corporea. Perché così il mio corpo in effetti non è. Crisi che andavano di pari passo con momenti di euforica riconoscenza quando mi ricordavo d’altra parte di essere in possesso di un prezioso cervello pensante, capace di farmi elaborare gusti e opinioni mie e solo mie (pensa, oddio!) e di essere persino in grado di metterle nero su bianco, in un italiano corretto.

Quindi sì, anch’io vorrei tanto che questo sia un mondo dove – soprattutto le donne – non debbano essere etichettate, ghettizzate, criticate, bullizzate, seviziate per il proprio diritto ad avere un corpo, a mostrarlo, a disporne come meglio credono e come ritengano sia giusto fare. Nessuno dovrebbe essere giudicato per “un corpo”, che è in fin dei conti solo un involucro esterno (ricordate per dopo: l’involucro!).

I miei dubbi si manifestano quando mi imbatto in campagne come questa del brand di costumi da bagno USA GabiFresh accompagnata dal messaggio “challenges the idea that women need to change their appearance to become their best selves in 2017“. Ovvero le donne non hanno bisogno di cambiare il proprio aspetto fisico per diventare la migliore versione di se stesse nel 2017“. Segue immagine della campagna, ovvero questa.

gabi swimwear

Ora ditemi che questa associazione di testo e immagine  – prima che il nostro cervello accenda il pilota automatico del politically correct – non risulti per un attimo comica. Il mio problema nasce qui, quando il Body Positive Movement inizia a coincidere con Grasso è Bello. Non metto in dubbio che possa essere bello. Per fortuna ognuno di noi ha gusti estetici differenti, altrimenti ci innamoreremmo tutti della stessa persona. Io ad esempio trovo brutto il six pack su una donna, l’addome scolpito come quello di un uomo non mi piace. A me però. Quello che c’è di diverso tra discorrere di differenze a livello estetico e l’immagine di questa campagna per me è che: pesare 30 chili in più del proprio peso forma è SANO? Purtroppo no. La salute è cosa diversa dal gusto estetico. E questo non è essere curvy.

Considererei più utile un movimento del “ma che ce frega ma che ce importa se due ciccette avemo sulla coscia“, le due ciccette innocue che gettano nel panico troppe donne e le fanno entrare in un vortice di sensi di colpa e di auto-flagellazione assolutamente immotivato. Ma abbiamo invece un movimento per il quale mettere potenzialmente in pericolo la propria salute e non fare niente a riguardo è positive, yeah! Preciso che sono a conoscenza che i problemi di peso gravi in alcuni casi sono dovuti ad altri problemi di salute. Ma – datemene atto – in tanti casi no. Ci sono innumerevoli testimonianze (pieno di gruppi Facebook anche su questo) di persone prima obese a causa di cattiva alimentazione, sedentarietà, pigrizia e ovviamente anche per cause psicologiche che hanno fatto un percorso di “rinascita”, di riacquisto della propria salute e di conseguenza sono rientrate anche in un peso nella norma. Da nessuno di loro ho mai sentito dire: “no beh fermi tutti però, ero più in pace con me stesso quando pesavo 130 chili”.

Ripeto, le persone non dovrebbero mai essere vittima di giudizi a causa del proprio corpo. Ma neanche devono auto-assolvere comportamenti sbagliati. Io piuttosto vorrei più Gruppi di Rivendicazione di Corpi Diversi: per le gambe a X, il naso a patata, i gomiti appuntiti, le voglie alla Gorbaciov. E le tette di ogni forma e grandezza e meno porn oriented. Vedi la scelta dell’immagine di copertina. (No amici e amanti maschi, due sfere grosse e perfettamente tonde attaccate sul busto NON sono la norma. Dovrebbero smetterla di farvi credere che quello sia sexy).

L’obesità può essere un comportamento dal quale uscire o che comunque nasconde disagi psicologici più profondi. Insomma un caso-corpo nel quale penso dovremmo addentrarci più delicatamente e nel merito – come per quello di chi è anoressico – e che a mio avviso non dovrebbe essere banalizzato da slogan commerciali e un presunto orgoglio curvy.

Ciò che infine mi preme sottolineare intorno a questi movimenti è che l’attenzione viene riservata sempre e comunque all’involucro, al CORPO. Dove sono le campagne con protagonista il CERVELLO? Quando giudicheremo le persone in base ai loro comportamenti, a ciò che dicono o non dicono, a ciò che pensano, a ciò che esternano e a come lo fanno? Il primo brand che mi sforna una campagna su questo guadagna un’acquirente immediata.

 

Immagine di copertina via Clued In.

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9 comments

  1. Sono con te in toto! Il bello è che se poi si osa ipotizzare che forse “rotondo” ed “enorme” siano due concetti diversi, si viene tacciati quasi di razzismo. Non ho trovato una persona, una !, obesa e senza problemi di salute. Un conto è qualche chilo, io ho amiche rotonde e bellissime, un conto sono 40. Il rapporto con il proprio corpo è una cosa delicata e per me gli estremi non sono sani a qualunque età! Buon anno stella!

    La Zietta Reply
    • Esattamente. C’è una differenza sostanziale.

      Erica Blue Reply
  2. Hai adattato il concetto di “amarsi nel proprio corpo” a TE STESSA e se ti fa stare meglio con il tuo corpo bene così e sono contenta per te, ma sei lontanissima dall’aver colto che “qualche chilo in più” riguarda TE, non tutte le donne.

    Quindi tu puoi e dovresti accettarti come sei (e infatti è così!), ma una ragazza (o un ragazzo, se è per questo!) in forte sovrappeso o qualcosa in più, che magari si cura molto nell’aspetto, nell’alimentazione e/o nello sport (ma anche no e saranno FATTI SUOI) deve aspettare di perdere peso “da 30 chili in più a soli 5” così può iniziare ad accettarsi?
    Presa così non ha senso. Invece, ACCETTARSI e CERCARE DI MIGLIORARSI non sono e non dovrebbero essere in opposizione. Una persona può amarsi E cercare di migliorarsi, qualunque cosa questa parola voglia dire per lei/lui (curarsi, dimagrire, vestirsi bene ecc.)

    Paola Reply
    • Non ho mai accennato né messo in discussione l’accettazione di se stessi in questo articolo, anzi il contrario. Ma l’accettazione di se stessi è appunto una cosa strettamente individuale. La salute no però. E un ragazzo/a che cura davvero l’alimentazione e fa sport difficilmente sarà obeso. Qui non sto parlando di cercare di migliorarsi esteticamente ma di problemi di salute che conseguono a pesare 30 chili in più. Anche chi fuma sa perfettamente che sono fatti suoi e infatti nessuno lo giudica per questo ma certo non va in giro a predicare che fumare è bello e forma dei gruppi che inneggiano a quello. Io mi riferisco qui soprattutto a gruppi che alimentano un’autogiustificazione di comportamenti sbagliati per la salute di una persona. Non ha niente a che fare con l’ACCETTAZIONE di se stessi.

      Erica Blue Reply
  3. Ho apprezzato molto questo articolo, finalmente qualcuno che va un po’ contro corrente. E sono d’accordo con te. Trovo lo slogan di quel brand assurdo. Tra l’altro mi da molto fastidio che il mondo sembri diviso in magre e sovrappeso (il termine curvy non lo sopporto, è anche usato a sproposito) e che le sovrappeso siano o attaccate o idealizzate come “donne vere”, donne che si vogliono bene.
    Dispiace questo contagio malsano del politically correct, un’altra delle pessime “tendenze” importate dagli USA. Hai presente quelle frasi da social tipo “You are beautiful. Yes, you!” oppure la teoria per cui “siamo tutti belli perché siamo tutti unici”? Io credo che dietro ci sia solo marketing e una certa ottusità, mentre ho apprezzato l’idea di un noto marchio italiano che non nomino (magari non ti fa piacere perché potrebbe sembrare pubblicità occulta 😉 che ha fatto un catalogo senza ritocchi in cui si vedevano seni “normali”, nei, pelle che non è dello stesso colore dal viso alle ginocchia…
    “Viviamo in tempi nei quali le opinioni personali non sono incentivate”, quanto è vero! E triste.

    Noemi Reply
    • Anche a me non piacciono per niente tutte quelle frasi motivazionali inutili. E concordo che molto è marketing. E appunto esiste solo magro o curvy-obeso? E il resto? Poi negli USA l’obesità è un problema sanitario grave ormai, altro che donne che si vogliono bene infatti, c’è poco da scherzarci sopra. Ma alle lobby dell’industria alimentare fa comodo quindi… Ma il marchio italiano qual è? Ora sono curiosa, se ti va scrivilo pure!

      Erica Blue Reply
  4. Ormai il tuo blog è diventanto una delle mie attività quotidiane di “chiacchiere” (figurate) con cui vado più d’accordo! Trovar persone che pensano è veramente ardua…
    Per di più qui mi piace tutto, dalle chiacchiere sulla moda alle critiche come questa, che ben ci stanno! ( se il consumatore fosse più attento, non sfornerebbero campagne di questo tipo…)
    Se mi trasferirò a Milano, devo conoscerti dal vivo!
    Un abbraccio! Continua con questi post super!
    p.s. Hai studiato in un’università di moda? Anche il tuo english è eccellente!

    Valeria Reply
    • Valeria grazie mille, non sai quanto mi faccia piacere questo messaggio!
      Non ho studiato moda, sono laureata in sociologia a indirizzo comunicazione e mass media.

      Grazie per l’inglese ma vorrei avere la capacità di scrivere in inglese come in italiano e non purtroppo non è confrontabile 😀

      Erica Blue Reply

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