Fashion

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28 settembre 2016

Aggiornamenti autunnali dal mio armadio

autumn-2016

 

Fine settembre e per fortuna le temperature sono ancora miti ma è tempo di pensare a cosa indossare appena scenderanno. E per quest’inverno ho deciso di pianificare. Dopo la mia presa di posizione più coscienziosa e anti-sperpero l’obiettivo del 2017 per me è quello di creare un guardaroba con più pezzi indipensabili di alta qualità e coprire lacune imbarazzanti. Ci credete che mi manca un pantalone nero dritto normale che non sembri (perché lo è) cheap? Intanto devo dire che il metodo Kondo davvero mi ha già fatto svoltare. Poter vedere tutte le magliette e i top ben ordinati nel cassetto e aver diminuito quelli nell’armadio finalmente mi ha permesso di capire ciò che veramente possiedo. E creare gli abbinamenti vedendo i vestiti è molto più semplice, non c’è bisogno di buttare tutto all’aria ogni volta.

Ovviamente essendo appena stata a Tokyo ho già preso qualcosa. E sì, confermo, Tokyo come dicono tutti è tra le città migliori al mondo per fare shopping. Sono stata nei department stores, nelle piccole boutiques indipendenti (ecco lì avrei voluto la pretty carta di Richard Gere) e quest’anno, per la prima volta, sono andata alla scoperta dei negozi vintage e second hand. Ecco il second hand a Tokyo è un altro mondo. Oltre ai negozi dell’usato “classici”, quelli che vendono abbigliamento molto teenager o grunge, file e file di jeans, felpe e T-shirts colorate per capirci, ci sono anche negozi dedicati solo all’usato di designers e brand di alto livello. C’è una catena che si chiama Ragtag (18 negozi in Giappone, di cui 4 mi sembra solo a Tokyo) che è pazzesca. Primo perché l’usato giapponese ha poco a che fare con il nostro, ovvero non sembra praticamente usato: i capi sono immacolati, puliti, senza odori e spesso saranno stati indossati due volte. E i negozi sono a tutti gli effetti delle vere boutiques. Un Ragtag si trova in una via di lusso vicino ad Acne Studios, un altro in un department store di lusso di fianco al corner di altri stilisti. Gli interni sono belli e i commessi stilosi, come sempre in Giappone dove i commessi fanno le veci dello street style e sono presi a esempio come esperti di styling. Quindi tutto bellissimo e spesso anche prezzi ottimi (però solo taglie piccole!).

Poi ci sono alcuni quartieri della città – come Koenji o Nakameguro – che sono famosi proprio per l’usato e lì i negozietti sono più piccoli ma ugualmente carini. Ognuno si concentra su uno stile: super colorato e kawaii, oppure minimal, molto teenager oppure con brands più di alto livello e così via. Il che è molto utile perché puoi scegliere quello che più si addice al tuo stile e gusto senza perdere tempo a cercare in uno che non c’entra niente. Perché ovviamente a spulciare tutti questi negozi che sono tantissimi per trovare il proprio affare ci vuole tempo (cosa che in vacanza manca).

Tutta questa lunga introduzione ma alla fine cosa ho comprato? A Koenji ho fatto l’affare della vita. Altra premessa: negli ultimi mesi mi aveva colpito una designer inglese per qualità dei capi, volontà di creare abiti che durano “per sempre” e rispetto nella produzione, ovvero Margaret Howell. Quest’estate avevo trovato su Depop un paio di suoi jeans (pagati niente, mi stanno un pochino larghi purtroppo) e la qualità è super, sono leggerissimi, puro cotone e freschi ma dentro rifiniti come fossero un pantalone maschile. E a Tokyo in uno shop second hand di Koenji trovo un trench (un buon trench l’avevo in wishlist!) di Margaret Howell che mi sembrava nuovo tanto era perfetto. Lo provo e la taglia è giusta. L’ho provato altre tre volte entrando e riuscendo dal negozio (ehm, sì vorrrei evitare acquisti impulsivi) e poi l’ho preso. E’ praticamente uguale a quello della collezione attuale invernale, cioè questo.

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Ecco questo costa 1000 Euro, io l’ho pagato un quarto. E arrivata a casa, non ci avevo neanche fatto veramente caso prima, c’era ancora il cartellino attaccatto sull’asola davanti! Ovvero era nuovo! Gioia, tripudio e piroette. Ho un trench che sarà forever!

Tra l’altro il giorno prima avevo visto nel negozio “vero” di Margaret Howell una giacchina che adoravo (il prezzo un po’ meno). L’avevo anche provata perché l’adorabile, nonché figo, commesso del negozio ha insistito a farmela indossare nonostante il mio “I’m just looking” e lui “beh puoi looking con la giacca addosso”. La gentilezza, la cordialità e i sorrisi dei commessi giapponesi mi mancheranno sempre. Soprattutto entrando nei negozi milanesi dove sembra sempre che stanno lì a giudicarti e a farti un favore.

 

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La voglio ai saldi! Sembra semplice qui in foto ma indossata per me è una bomba. E questo è il moodboard di MHL per l’inverno.

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Da Ragtag invece ho trovato una camicia nera a pois bianchi di Comme des Garçons che desideravo da anni. (Date un’occhiata alla loro pagina online di CDG, quanta roba hanno??). Poi ho preso dei pantaloni neri larghi da United Standard, una boutique multibrand bellissima che consiglio. Sul loro sito, come in quello di tanti shop giapponesi, pubblicano le foto dei capi indossati dai commessi. Ovvero creano un lookbook con persone “normali”, mettono anche quanto sono alte le ragazze (quasi mai più di 1.70), una cosa molto carina e utile per chi cerca idee di styling.

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E prima di partire avevo acquistato in saldo delle sneakers Veja, che sono un brand brasiliano che produce scarpe fatte interamente di materiali riciclati. Il mio primo acquisto veramente eco-friendly. Mi sono state utilissime perché sono impermeabili.

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E ora dovrò creare una wishlist intelligente per l’inverno. Voi avete già idee o acquistato qualcosa di interessante?

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7 comments

  1. BELLISSIMO POST!! Che nostalgia… ancora ricordo che da united standard stavo per comprare un paio di pantaloni in saldo che pensavo costassero 30 euro e invece erano 300… favolosi. E margaret Howell la adoro, è la risposta inglese ad APC!

    giulia
    • Infatti! In Giappone è pieno sia di MHL che di A.P.C. United Standard è piuttosto caro ma ha anche una linea più everyday, che costa un po’ meno e si chiama relume.

      Erica Blue
  2. Anch’io in Giappone ho scoperto MH, e in ogni mal facevo gli occhi dolci a tutte le cose perfette che avevano. Sfortunatamente proprio troppo care. Mi sono rifatta ai saldi di Joural Standard e in un piccolo outlet di Shimokita che aveva cose veramente interessanti. E poi per me che sono alta 1,60 cm che gioia trovare vestiti con le proporzioni perfette per me!
    Dopo due viaggi in Giappone sono in preda alla nostalgia perenne e non vedo l’ora di tornare: capisco benissimo il desiderio del terzo viaggio consecutivo…

    sara
    • Che fortuna che sei andata in un periodo di saldi 😀
      E sai che a Shimokita non sono riuscita ad andare, sob!
      Ci serve un altro viaggio, ahah!

      Erica Blue