Lifestyle

Lifestyle

2 dicembre 2016

Mangiare sano non significa volere un corpo bello

photo-1437750769465-301382cdf094

Da quando mangiare sano è diventato sinonimo di dimagrire? Da quando il nostro rapporto con il cibo oscilla pericolosamente tra strumento di gratificazione “psicologica” e demonio di cui bisogna invece privarsi continuamente per essere considerati “belli”?

Sono una persona che usa sempre toni pacati nel comunicare ma se c’è un argomento che riesce a tirare fuori il peggio di me è leggere ca***te sul cibo, sull’alimentazione. Sui social e sul web, soprattutto. E in questo post non sarò politically correct, vi avverto. Nell’ultimo periodo ho studiato molto in materia di mangiar sano, cosa che sto anche mettendo in pratica e in tavola personalmente, da tempo.

Oggi la parola healthy (sano) in riferimento al cibo si usa in modo talmente indiscriminato da aver creato una confusione totale. Healthy è un nuovo prodotto industriale con poche calorie, healthy è un’insalata scondita a pranzo, healthy è un dolcificante chimico che sostituisce lo zucchero. Peccato che nessuna di queste cose lo sia realmente. Se intendiamo sano nella sua accezione corretta ovvero di cibo nutriente, che fa bene al corpo*.

Ho creato la mia personale tipologia di persone rompiballe che scrivono di cibo sui social (a cui potete aggiungere a piacere me, con questo post, se ne sentite il bisogno):

LA SEMPRE A DIETA XS vs LA MAI A DIETA XL: i due estremi – che ovviamente possono portare o essere sinonimo di un cattivo rapporto con il cibo. E in questo caso si tratta di vere e proprie malattie e di problemi in primis di origine psicologica. Quindi non rompiballe ma persone con un problema. Non entro ora in questo terreno delicato.

L’IMBRANATA: “E anche oggi ho mangiato una piadina con una scatoletta di tonno. Ho scaldato la zuppa liofilizzata, ci sono riuscita, ahaha!” Perché saper cucinare oggi è davvero da sfigato. Non come essere un’allegra pasticciona che sa mettere solo su l’acqua della pasta o un pasto precotto nel microonde. Fa anche molto donna in carriera che non ha tempo (se non quello per divertirsi, yay!). Fa molto ragazza giovane e moderna. Peccato che cucinarsi i pasti da soli, fatti con alimenti freschi è la BASE per un’alimentazione sana e corretta. E non ci sono scorciatoie. Non c’è bisogno ovviamente di servire i piatti di Masterchef in 180 minuti di tempo. Ma questo punto è fondamentale: quasi niente di pre-pronto e pre-cotto e di industriale fa davvero bene, sorry.

LA NO CARBS: qui entriamo nella mia zona rossa di sopportazione. “Niente carboidrati, sono a dieta! Odio i grassi. Devo purificarmi. Devo stare attenta. Mangio solo petto di pollo alla griglia. Solo verdure bollite e un filetto di pesce scondito. Devo dimagrire!” (detto di solito da una che è già magra). I carboidrati e i grassi fanno ingrassare? Sì, alcuni. Altri sono imprescindibili al corretto funzionamento del nostro corpo. I carboidrati sono l’energia che ci permette di fare e di vivere. E i grassi? Non mangiare grassi buoni è una scelta pessima, soprattutto per una donna. Sindrome premestruale orribile e dolori mestruali? Possono dipendere anche da uno scorretto apporto di grassi, ad esempio. Carboidrati buoni sono i cereali integrali: pasta, farina e riso integrale, farro, orzo, quinoa e così via. Grassi buoni sono: l’olio d’oliva extravergine spremuto a freddo e usato a crudo (se c’è una cosa in cui dovreste investire e non scegliere il meno caro ma quello fatto meglio è l’olio!), l’avocado, i semi oleosi, le frutta secca come noci, mandorle e nocciole. Mangiare fino a 8(!) noci al giorno fa solo bene e non fa ingrassare. La vostra dieta dimagrante vi permette solo 3 mandorle? Beh, sappiate che non ha molto senso. Mangiarne di più serve a saziarsi con qualcosa che non fa male e anzi fa bene. Contare le calorie e pesare il cibo in grammi permessi è sfiancante e spesso non serve. Ogni corpo è diverso e l’importante è imparare a dosarsi sul proprio corpo non su dei numeri astratti che vanno bene per chiunque indiscriminatamente.

L’AUTO-ASSOLUZIONE:

facebook

 

Prendere per il culo chi si impegna ad avere uno stile alimentare sano è l’ennesimo sport quotidiano sui social. Praticato naturalmente da chi non ha la minima intenzione di farlo. Vegetariani e soprattutto vegani sono gli scemi del villaggio. È gente che appartiene a una setta, che conduce una vita triste fatta di privazioni. Questo leggo spesso, questa è l’opinione di tanti. Non mi addentrerò certo nella selva di una discussione sul vegetarianesimo ma è un dato di fatto che appena insorge una malattia la prima cosa che un medico ti dice di NON mangiare sono i salumi e gli insaccati, le salsicce, niente maiale e la carne rossa il meno possibile (io sono felicemente al praticamente mai). Fate voi comunque. Quello che disapprovo è questo atteggiamento dello svilire e sminuire chi cerca di alimentarsi bene, di trasformarli tutti in poveracci. Ovviamente è un atteggiamento che nasconde la volontà di chi lo mette in pratica di continuare a mangiare le “schifezze” che desidera senza sensi di colpa e disapprovazione. “Le creme di cioccolato con il 50% di zucchero e l’olio di palma non fanno male. Le bibite gassate con l’equivalente di sei zollette di zucchero neanche. A me piacciono”. A posto così.

Questo è l’attegiamento jolly di tanti sui social. “Non sono io che sbaglio, sono gli altri che sono degli invasati” (atteggiamanto che vale anche per molti altri argomenti: mai mettere in discussione le proprie convinzioni mi raccomando, eh!). Ad esempio un paio di giorni fa con la notizia della morte della cugina e migliore amica delle regina d’Inghilterra ho sentito citare il fatto che mangiasse tre uova al giorno e fosse arrivata sana a 90 anni. “Ecco la prova: vedi che mangiare bene tanto non serve a niente?”, dissero in coro i junk eaters. Io ricordo che anche mio nonno, fumatore incallito di più di un pacchetto al giorno, non è morto di cancro ai polmoni. Dunque posso dire che il fumo non fa male? Le statistiche sul cibo esistono. Gli italiani, dopo i giapponesi, sono il popolo con la media di longevità più alta nel mondo. E questo dipende molto dalla nostra alimentazione. Crescevamo con una mamma che ci diceva “mangia la frutta, mangia la verdura” e che cucinava. Vediamo di non diventare come americani e inglesi, io ogni volta ho avuto 10 secondi di black-out di incredulità quando su real time qualche anglosassone (di solito obeso) rivelava di non aver mai visto prima una melanzana, di non aver mai mangiato un’insalata, di essersi alimentato per anni solo di take away cinese, patatine fritte e kebab. Non diventiamo così per favore, perché questa è la strada che stiamo prendendo. Non c’è più voglia di cucinare, di pensare al “mangia ciò che ti fa bene” quanto solo a ciò che ti fa diventare magro e quindi bello. Anche se magro non significa sano.

Il consiglio che vi do è: imparate a mangiare sano e non dovrete mai più fare una dieta in vita vostra. Una dieta per dimagrire intendo. Non dovrete rinunciare a una fetta di torta, a un fritto misto, alla pizza, a un formaggio super grasso. OGNI TANTO. Il fatto importante però è che ogni tanto vi sembrerà più che abbastanza. Non una privazione. Quando il corpo è in equilibrio non sente la necessità di consolarsi continuamente col cibo. Né di privarsene. Perchè semplicemente si sta bene così. Anche a livello esteriore, tu pensa.

Quello del cibo è un argomento a cui tengo. Amarlo significa rispettarlo e rispettare se stessi ed è davvero – come nella perfetta frase fatta – uno dei piaceri della vita. Vi darò presto anche qualche consiglio pratico su cosa e come ho imparato a mangiare meglio.

photo-1463123081488-789f998ac9c4

 

*Soluzione del perché quelli elencati sopra non sono cibi sani: 1. le calorie non sono l’indice corretto per stabilire i valori nutrizionali del cibo e quando si tratta di un prodotto industriale ancora di più. 2. l’insalata ha bisogno di un grasso buono, ovvero come l’olio d’oliva a crudo, per far assimilare al corpo i suoi nutrienti e vitamine. E non ne basta mezza goccia. 3. i dolcificanti chimici non contengono calorie ma ricerche dimostrano che nel frattempo ti fanno depositare più in fretta i grassi nel corpo del cibo che mangi. L’aspartame si usa per far ingrassare più in fretta i maiali negli allevamenti (fonte: documentario Fed Up).

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

    facebooktwittergoogle_pluspinterest

TAGS:

24 comments

  1. bellissimo articolo! grazie a dio ho avuto una madre che mi ha educato anche al cibo, ed ora da “grande” mi rendo conto di avere abitudini alimentari molto più sane rispetto a molti…e cucino! o almeno ci provo :)

    CHIARA Rispondi
    • Anch’io sono davvero grata di aver avuto un’educazione così e di non aver mai avuto problemi legati al cibo. Ora provo a migliorare ancora e anch’io a cucinare. Ma fa più il fidanzato :)

      Erica Blue Rispondi
  2. Molto interessante, condivido tutto, almeno tutto quello che già sapevo e pensavo prima di leggere il tuo post. Sono nata al sud, l’olio extravergine è obbligatorio, così come verdure e insalata di tutti i tipi. Forse per chi è stato educato a mangiare in questa maniera è più semplice da adulti magiare in maniera sana. Io personalmente in inverno mangio molti legumi che sono nutrienti e abbastanza pratici da cucinare, li condisco con olio crudo e stop.Seguo la stagionalità delle verdure quanto posso. Prediligo insalata quando è la sua stagione( pomodori in estate e iceberg ininverno), la frutta non mi piace ma tento di mangiarla, di tanto in tanto. Pochissima carne, ma haimè anche pochissimo pesce che non so comprare( non capisco se è frresco etc).Po ca pasta e anche poco pane ma non me li faccio mancare. Cerco di limitare al massimo il consumo di insaccati e formaggi, ma ripeto sono nata al sud…le salsiccie di zie sono un must.

    roberta Rispondi
    • Roberta guarda sei praticamente perfetta! Un bell’esempio concentrato in poche righe. E se ogni tanto mangi le salsicce della zia sono assolutamante okay! Grazie per il tuo contributo.

      Erica Blue Rispondi
  3. Condivido tutto! Anche io sono stata fortunata a nascere in una famiglia in cui c’è grande attenzione alla qualità di quello che mangiamo (per dire, non ho mai mangiato né biscotti né merendine del supermercato a colazione) e spero di continuare a seguire questo esempio anche quando andrò a vivere da sola. Ahimè però è forte la forza dell’abitudine: io sono sempre stata abituata a mangiare la pasta ogni giorno (a pranzo) e non so come facciano quelli che la mangiano ogni tanto. Ma è davvero da demonizzare?

    MariaL Rispondi
    • Ciao Maria, qui non vogliamo demonizzare nulla. Nel senso se mi avessi detto mangio una bistecca tutti i giorni sarebbe stato decisamente più “pericoloso”. La pasta non fa assolutamente male, solo che è fatta di farina raffinata bianca quindi ci sono semplicemente altri alimenti che potrebbero farti… meglio! Potresti provare ogni tanto una zuppa di farro o orzo o provare la pasta integrale. Non devi mangiare SOLO quella semplicemente per variare. Ci si deve solo abituare al gusto. Le prime volte magari non ti piace tanto, poi dopo un po’ di tempo invece sì. Comunque cerca di condire la pasta con le verdure oppure anche con solo pomodoro e senza troppi grassi (tipo pancetta e panna) :)

      Erica Blue Rispondi
  4. Ciao,bellissimo post e davvero molto interessante,mi piace molto come parli del cibo. Ti volevo chiedere,quando dici che ti sei informata tanto cosa intendi?Io vorrei fare lo stesso ma non riesco a trovare niente che mi soddisfi particolarmente,nel senso che finisco su siti/libri di diete piu’ che altro..avresti qualche titolo da consigliare?
    Grazie mille!

    Holly Rispondi
    • Ciao, grazie mille! Sì sto preparando un altro post nel quale metterò un piccola bibliografia!

      Erica Blue Rispondi
  5. Ciao stellina. Condivido. La cosa più importante è imparare a conoscere le cose che mangiamo. Io ho assimilato dalle nonne e dalla mamma, ma ho anche imparato da me tante cose sulla composizione dei cibi che una volta non erano conosciute. Cucino privilegiando cose semplici. E l’aspartame è molto più dannoso, dello zucchero normale. E, infine, anche se in modo non totalmente ortodosso, seguo i dettami del Dott. Mozzi. Ciao baci.
    La Zietta.

    La Zietta Rispondi
  6. Bellissimo articolo!
    In questo momento avevo proprio bisogno di qualcuno che parlasse chiaro e dicesse le cose come stanno, anche perché io sono una di quelle persone con un rapporto un po’ strano con il cibo (delle serie mangio una tavoletta intera di cioccolato oggi e domani inizio la dieta, che poi dura una al massimo settimana).
    Aspetterò il tuo prossimo post con ulteriori consigli, ormai ho capito che ho bisogno di informarmi meglio e lasciar perdere le diete che vanno di moda ora.

    Martina Rispondi
    • Grazie Martina! In effetti fare una dieta “rigida” per solo una settimana è faticoso e poi non serve a niente. Se impari a mangiare più correttamente diventa una cosa duratura ed è più semplice poi.
      E il cioccolato fondente è okay, però una tavoletta intera in una volta meglio proprio di no! :)

      Erica Blue Rispondi
  7. che bel posto cara Erica, spiegato e argomentato benissimo. Grazie!

    Martina Maitan Rispondi
    • grazie Martina!

      Erica Blue Rispondi
  8. Basta poco : verdura fresca di stagione. Cereali integrali. La crema spalmabile al cacao fatta in casa (5 minuti e un minipimer) la scorta di monoporzionI di vellutata(fatta in casa con verdure fresche di stagione e farina di lupino) e di legumi (lessati da me) nel congelatore . Serve solo organizzarsi . Piatti semplici .Olio evo strabuono . Certo poi ogni tanto la pizza , la frittura di pesce , il Mont -Blanc

    Luana Rispondi
    • Infatti, un po’ di organizzazione di buona volontà. Tu perfetta!

      Erica Blue Rispondi
  9. Veramente complimenti per il post: chiaro, semplice e interessante!
    Da quando sono andata a vivere da sola ho cominciato a fare più attenzione a quello che compro, cucino e mangio:
    – non sono vegetariana ma ho ridotto moltissimo il quantitativo di carne (bianca o rossa una volta a settimana o anche nessuna)
    – ho scoperto la versatilità dei legumi e dei cereali
    – vado a fare la spesa al mercato e oltre a trovare prodotti di qualità maggiore rispetto a quelli del supermercato, ho imparato a rispettare il più possibile la stagionalità di frutta e verdura
    – preferisco impiegare un’ora di tempo nel weekend per fare un dolce da mangiare a colazione o a merenda piuttosto che comprare merendine e schifezze varie.
    – cerco (ma questo è il punto più difficile) di prepararmi la sera il pranzo da consumare a lavoro il giorno dopo, per mangiare meglio e anche risparmiare.

    Sento che posso ancora migliorare, ma è bello avere maggiore consapevolezza di ciò che si mangia e prendersi cura di sè.

    Giulia Rispondi
    • Grazie Giulia! Direi che vai davvero già benissimo con ciò che acquisti e mangi, complimenti!

      Erica Blue Rispondi
  10. ERICA, devo veramente ringraziarti per questo post.
    Sei stata chiara, delucidante e soprattutto moderata e delicata nell’affrontare un tema di cui oggi si parla praticamente ovunque e di cui tutti si riempiono la bocca, competenti e non. Leggo talmente tante di quelle fesserie su internet (e non bisogna essere esperti di nutrizione per capirle) che veramente credo che sia facilissimo abboccare, ormai, ad abitudini completamente sballate.

    Ti riporto la mia esperienza. Anche io, dopo anni di università spesi a cibarmi di porcherie, senza avere orari, saltando interi pasti (non facevo colazione, solo un caffè!) e prediligendo kebab, cinese, pizza a gogo, mc donald’s, ho scelto di darci un taglio e cambiare stile di vita.
    Si matura, cambiano le abitudini (il lavoro), magari ci si informa… e che ben venga tutto ciò. Ho cominciato a fare colazioni sane ed abbondanti, prediligere carboidrati integrali, moltissima frutta e verdura (prima non esistevano), pochi latticini, carne bianca, grassi buoni (ho scoperto l’avocado!!!), taaaaanto pesce, poca carne rossa.

    La salute ne ha guadagnato, tanto. Il punto è che le persone, come tu dici, ti guardano storto. Vai a cena e magari e non ti abbuffi, o opti per scelte più sane – ci sono, niente scuse! – e sei automaticamente uno stigmatizzato. Ma non è nulla, tutto ciò, in confronto all’essere diventata astemia. Una scelta che è venuta naturale, e la riduzione di alcol ha solo giovato alla mia salute. Bevo raramente vino, che è una delle poche cose che mi piacciono (non rinuncio a un brindisi in compagnia), ma quando tutti bevono e io opto per una “banale” acqua, vengo insultata. Certo, bonariamente, ma lo fanno tutti, e lo fanno sempre. Quando non bevi diventi antipatico, non piaci, sei una persona non conviviale, non ami divertirti. E soprattutto, tutti dicono “vedrai che ti faccio bere, alla fine”. Ma perchè?!

    Quindi Erica, grazie per aver difeso la categoria di noi “pesanti”. Io non mi preoccupo di cosa mangiano gli altri, ognuno faccia quel che vuole, ma quelli sono proprio coloro che ti guardano continuamente nel piatto.

    Leggerò anche gli altri post, molto volentieri!
    Bacione
    Angela

    Madame La Gruccia Rispondi
    • Grazie Angela per aver scritto la tua esperienza. Con il tuo racconto sul non bere alcol con me sfondi una porta aperta, perché io non ho praticamente mai bevuto alcol! Non sono astemia, ma il più delle volte bevo cose analcoliche, da sempre. Anche da adolescente e ventenne, puoi immaginare l’EMARGINAZIONE. Ero considerata una deficiente che non sapeva divertirsi… Esattamente quello che dicono a te. Ma d’altronde appena fai qualcosa di diverso dalla massa è così. Se sono riuscita a fregarmene a 20, di certo ora chiunque puà pensare ciò che vuole di TUTTO ciò che io faccio o non faccio e me ne importa ZERO se io ne sono convinta! Una liberazione tra l’altro. E comunque esagerare con l’alcol sappiamo cosa significa a livello salute. Oltre al fatto che ti gonfi un sacco. La gente critica perché non vuole rinunciare a una cosa e accusa te per aver avuto la forza di farlo. Tu vai avanti a seguire ciò in cui credi e credi ti faccia bene. Vai già benissimo.

      Erica Blue Rispondi
  11. Tanta stima per te, condivido ogni parola.

    Laura Rispondi

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *