Beauty

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15 novembre 2017

Capire e scegliere i profumi, un’introduzione.

profumeria

 

Quello con il mondo della profumeria per me è un amore sbocciato di recente, un interesse che ho sviluppato negli ultimi tre anni. Nato grazie all’incontro con la profumeria di nicchia, a eventi come Esxence, in seguito alla possibilità che ho avuto anche grazie al blog di venire in contatto con realtà straordinarie della profumeria artistica. Sono stata una ragazzina che negli anni Novanta la sera si spruzzava L’Eau di Issey di Issey Miyake ed era a posto così, oggi posso perdermi beatamente per ore a leggere le recensioni di blog e siti specializzati. Cos’è la profumeria di nicchia? La profumeria è un’arte? Questo post lo dedico a chi a queste domande non ha già maturato le proprie risposte. Ho raccolto qui alcune prime nozioni che ho imparato, utili per fare il salto di qualità nella scelta di un profumo. Per avventurarsi oltre il mi piace vs bleah (che non si dice mai, ciò che non piace a te è un tesoro per me!). E per capire meglio perché una fragranza ci piace.

Personalmente rimango estasiata dalle sfumature, dalle decine di immagini, di parole, di sensazioni e di ricordi che un profumo riesce a evocare. Quello che mi ha catturato della profumeria, infatti, oltre al piacere dell’olfatto, è l’immaginario che racchiude. Per capirlo basta dare un’occhiata a Fragrantica – penso che ci siano elevate possibilità che siate capitate su questo portale cercando su google informazioni su un qualsiasi profumo – e che è attualmente il più grande database di profumi e di recensioni dei profumi sul web (c’è una versione internazionale in inglese e anche quella italiana). E se la sua grafica sfortunatamente è rimasta ferma a quindici anni fa questo sito raccoglie però alcuni tra i migliori brani di scrittura (amatoriale) che io abbia mai letto. Ci sono persone che riescono a descrivere un profumo con parole talmente evocative, scelte con tale cura da risultare piccole perle poetiche, a volte più interessanti del profumo stesso. Infatti per chi ama le fragranze l’odore tutto sommato non è la questione principale. Quello della profumeria è un settore dove oltre alla sensorialità, al packaging e al purtroppo sempre più imperante marketing – si ama il racconto, la scrittura, la descrizione. Di un profumo. Ma anche di noi stessi. E l’introspezione di noi stessi che comunichiamo o vogliamo comunicare attraverso la scelta di un determinato profumo.

LA DISTINZIONE TRA PROFUMERIA “COMMERCIALE” e di NICCHIA:

Veniamo al primo step, ormai fondamentale quando si parla di profumi. La definizione banale e semplicistica è che i profumi “commerciali” sono quelli che si trovano in qualsiasi profumeria, quelli dei brand più noti, mentre quelli di nicchia sono i profumi ricercati, venduti in negozi particolari, creati con migliori materie prime, packaging più sfarzosi e lussuosi e immancabilmente più cari. Non è certo tutto qui però. Innanzitutto questa distinzione è recente, i profumi più noti e che hanno fatto la storia dei profumi dell’era moderna, dal Novecento in poi quindi, sono tutti “commerciali”: sono di Guerlain, Dior, Chanel, come di decine di altri grandi nomi. Ogni decennio, dagli anni Quaranta ai Novanta, ha avuto grandi case profumiere, che spesso coincidono con quelle di moda, che hanno caratterizzato e influenzato il profumo di un’intera epoca. Hanno innovato, creato e fatto apprezzare nuovi abbinamenti, prima sconosciuti. Per conoscere davvero il mondo dei profumi il nostro naso dovrebbe partire da lì. Poi, indicativamente dopo il Duemila, le grandi maison, esattamente come è successo per la moda, hanno cominciato a voler “andare sul sicuro”.  A continuare sulla scia di ciò che sono sicuri che già piaccia e possa piacere. Inoltre alcune materie prime utilizzate un tempo nei profumi come ad esempio le note animali (in questo caso per fortuna!) sono state proibite per legge e sostituite da essenze sintetiche. Spesso anche meno care da produrre. Da qui in poi però poi il sintetico è un po’ sfuggito di mano. Come è successo anche per i tessuti degli abiti. Il troppo sintetico a volte si traduce in una fragranza “cheap”, pensate ai tanti profumi che oggi sanno eccessivamente di caramella dolciastra o di bagnoschiuma. Non tutti i profumi di nicchia oggi però sono per forza migliori di quelli commerciali, non tutti i profumi da 200 Euro giustificano il loro prezzo sulla base della “qualità”. I profumi commerciali non sono oggi per definizione sempre peggiori. Si tratta di semplificazioni e come sempre vale il buon senso, che in questo caso coincide con il nostro naso: se un profumo ci piace, ci convince, ci gratifica non dovremmo essere influenzati dall’essere o meno di nicchia, dalla sua bottiglia, dal nome della sua maison. È vero anche però purtroppo che innovazione e non banalità tendono oggi a coincidere sempre meno con i grandi nomi.

Un‘altra differenza è che nella profumeria di nicchia non esiste una distinzione netta tra profumi maschili e femminili. Sono solitamente unisex. Anche in questo caso esistono eccezioni. In ogni caso nei profumi vale la regola del “vale tutto”: ti piace un profumo maschile e sei una donna (o viceversa)? Non ha importanza e non è affatto strano, anzi. Se ti piace mettilo e basta. Il maschile/femminile è sempre una costruzione (o costrizione) sociale e culturale (qui si aprirebbe un discorso lungo).

La prima distinzione da conoscere nei profumi è quella della CONCENTRAZIONE, la quantità di profumo (oli eterici) contenuta rispetto al totale: nell’ Eau de Parfum (EDP) è tra il 18%-15%, Eau de Toilette (EDT) intorno al 10% e nell’Eau de Cologne (EDC) meno del 10%.

Un profumo viene sempre descritto nella sua PIRAMIDE OLFATTIVA che si suddivide in:

TOP NOTES / NOTE DI TESTA: Sono le prime note che si sentono in un profumo, quelle però più volatili e che tendono a sparire più in fretta, entro pochi minuti.

MIDDLE, HEART NOTES / NOTE DI CUORE: Si percepiscono distintamente entro i primi 30-60 minuti dall’applicazione e sono tra le note principali di un profumo.

BASENOTES / NOTE DI FONDO: Sono le note che rimangono e percepiamo più a lungo sulla pelle e quelle che si basano sulle materie prime più intense.

Questa distinzione è molto importante perché se le note di testa sono le prime che avvertiamo e che spesso ci fanno decidere immediatamente “mi piace / non mi piace”, in realtà non sono le note che poi caratterizzeranno davvero il profumo. Quindi scegliendone uno dobbiamo prestare maggiore attenzione alle altre due note. I nerd della profumeria evidenziano l’abuso delle note di testa come un problema dell’attuale profumeria commerciale: ovvero si punta tutto sui primi secondi, quelli che spesso ci fanno decidere di acquistare un profumo appena spruzzato, tralasciando invece la qualità, o l’evoluzione, dello stesso sulla lunga durata. Che è poi quella che dovrebbe interessarci visto che il profumo lo percepiremo (speriamo) per diverse ore. Il consiglio quindi è di non scegliere un profumo in base al primo spruzzo e al primo impatto in profumeria ma provarlo addosso per diverse ore decidendo poi se ne apprezziamo davvero tutte le note. E spruzzandolo sempre sulla nostra pelle, è fondamentale perché ogni fragranza reagisce in maniera diversa sulla pelle di ciascuno (il bello è anche questo!).

Correlato a questo abbiamo lo SVILUPPO (development) di un profumo cioè il modo in cui il profumo cambia dal momento in cui lo indossiamo. Più cambia e più viene definito complesso. Più rimane inalterato nel tempo e più sarà considerato lineare. Il che però non deve essere necessariamente un difetto, anzi ci sono profumi lineari stupendi incentrati su un’unica nota che persiste uguale dall’inizio alla fine. E infine abbiamo la definizione della TEXTURE di un profumo. Sembra strano ma i profumi possiedono una propria “struttura”, alcune fragranze ci fanno immaginare ad esempio la seta o il velluto, alcuni sono polverosi, altri ci fanno percepire una certa cremosità. Oltre che una sensazione di caldo oppure di freschezza.

Altre qualità di un profumo sono la sua PROIEZIONE (sillage) ovvero quanto le persone intorno a noi saranno in grado di percepirlo (non sempre è da preferire che sia molto alta, ad esempio in ambienti di lavoro potrebbe dare fastidio agli altri). E la LONGEVITA’ (longevity), ovvero il tempo che un profumo permane sulla pelle. Che è in realtà molto soggettivo e non dipende soltanto dal profumo stesso ma dalla sua reazione con la nostra pelle. Solitamente più la pelle è secca e meno sarà persistente un profumo.

Entriamo ora nello specifico: cosa caratterizza un profumo? Queste sono le più importanti CATEGORIE DI FRAGRANZE:

ORIENTAL: Esotiche e ricche di spezie del Medio ed Estremo Oriente. Con spezie, erbe, resine e solitamente utilizzano una base intensa di ambra, sandalo, vaniglia, incenso. Esempi: Shalimar di Guerlain e Opium di YSL.

YSL-opium

FLORAL: La categoria dei fioriti è immensa, prevalentemente utilizzata per le fragranze femminili (con le eccezioni specificate sopra) e ricca di sottocategorie come: i fiorati-aldeidi, ad esempio Chanel N°5, le fragranze a base di mughetto, ad esempio Diorissimo, di fiore di garofano, ad esempio Guerlain L’Heure Bleu, di rosa, di viola, i fruity-florals, ovvero i fiorati-fruttati e i green-florals, ad esempio Chanel N°19 e Guerlain Chamade.

chanel-n°-19

CHYPRE: prendono il nome dal profumo di Coty “Chypre” lanciato nel 1917 e sono a base di tre note: agrumata (spesso bergamotto), muschi e legni (muschio di quercia, patchouli, sandalo) e note ambrate più a volte anche benzoina (ad esempio Guerlain Mitsouko). Ci sono diverse sottocategorie anche qui. I chypre a causa dell’assonanza in italiano con la parola “cipria” vengono spesso confusi con i cipriati ma sono due categorie completamente diverse.

Guerlain-mitsouko

FOUGERE: In francese fougère significa felce, e sono prevalentemente dedicati alle fragranze maschili (come sempre non fatevi condizionare). Sono a base di lavanda, vari tipi di muschi, cumarina, si ispirano alla freschezza leggermente amarognola delle foreste.

CITRUS: Incentrati sugli oli agrumati di pompelmo, bergamotto, limone e/o arancia. Esempi classici sono l’Eau de Guerlain, Dior Eau Savage e Azzarro Chrome.

dior-eau-savage

A questi si aggiungono i LEGNATI, gli AMBRATI e i CUOIATI. Altra categoria più moderna è ormai considerata quella dei GOURMAND, che rimandano a tutto ciò che è commestibile, in particolare i dolci. E da qui si aprono numerose altre possibilità e combinazioni. Angel di Thierry Mugler è stato ad esempio l’apripista per i fruitchouli, ovvero fruttato + patchouli, ha avuto un immenso successo e ora esistono decine di suoi “figli”, tanto da essere un’altra categoria quasi a sé.

Queste categorie a cosa servono? Sono utili per capire cosa generalmente ci piace e cosa invece non ci attrae. Analizziamo le note dei nostri profumi preferiti e vediamo da quali sono composte e a quali categorie appartengono. In questo modo sarà più facile cominciare a tracciare la nostra mappa olfattiva. Con un grande MA, se amiamo un profumo alla rosa allora possiamo andare a ricercare questa nota in altri profumi ma non è detto che tutti rientrino poi nel nostro gusto. Oppure non amiamo per niente gli incensi e poi però – zac – ne proviamo uno e invece è l’illuminazione. Perché nella profumeria non esistono regole e niente è come sembra (evviva!). I nostri gusti e il nostro naso cambieranno con il tempo, con l’età, con le esperienze che facciamo. Quasi sempre anzi ognuno di noi è attratto da categorie completamente opposte. A me ad esempio non piacciono i fiorati bianchi o i profumi dolci e caldi, preferisco le essenze fresche, oniriche e rilassanti, considerate “poco femminili” (beh qui una certa linearità tra il mio naso-occhio c’è, visto che lo stesso vale anche per l’abbigliamento). Poi però adoro i profumi con frutta e fiori tropicali, il cocco, quelle fragranze forse un po’ chiassose che evocano spiagge esotiche. Ognuno di noi ha diverse sfaccettature, è bello scoprirle e vederle espresse attraverso un profumo, no?

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5 comments

  1. Ciao Erica,
    conosci qualche sito che venda online campioni di profumeria artistica in modo da poterli provare con calma prima di scegliere il profumo più adatto a noi?

    Grazie!

    Linda Rispondi
    • Ciao Linda, c’è il tedesco http://www.ausliebezumduft.de (clicca su English così trovi tutto scritto in inglese) che ne offre davvero moltissimi, vengono preparati ed etichettati da loro stessi, non sono quindi i samples con packaging originale ma è uno dei siti migliori e più noto per i profumi di nicchia quindi il profumo è assolutamente originale. Oppure http://www.notino.it che ha anche spesso delle offerte interessanti a livello di prezzo per le full size. Oppure alcune delle stesse case produttrici di nicchia offrono spesso sul loro sito la possibilità di ordinare un set di samples dei loro profumi.

      Erica Blue Rispondi
  2. Bellissimo articolo Erica!! Anche io mi sono appassionata di più ai profumi negli ultimi anni, soprattutto a quelli di nicchia, prima a me del tutto sconosciuti!!

    Pasqualina Rispondi
    • Grazie! è un mondo bellissimo vero?!

      Erica Blue Rispondi
  3. Post interessantissimo e davvero ben fatto, un mio collega ha lavorato precedentemente per Firmenich (che insieme a IFF e Givaudan sono le aziende leader mondiali per la produzione di aromi e fine chemicals) mi ha parlato di come in R&D loro lavorassero sempre con i Nasi per creare profumi poi venduti in licenza. Mi ha parlato molto bene di Alaia, creato da Marie Salamaigne!

    P. Rispondi

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